giovedì 24 gennaio 2013

contatori truccati


“Sapevo di aver ragione, è matematica”, spiega Antonio Moreno, ingegnere di Siviglia. Il giudice Manuel Pérez Echenique non ha dubbi: è questione di libertà di espressione e diritto d’informazione. La seduta è sciolta. Tutti a casa. Davide ha vinto, ancora una volta, su Golia. La storia risale a quattro anni fa, quando il pensionato Antonio Moreno decide di denunciare pubblicamente su un sito web le irregolarità che l’industria dell’energia elettrica effettua tutti i mesi nelle case degli spagnoli. Irregolarità che gonfiano le bollette della luce, a favore delle imprese. Nel suo portale, aperto nel giugno 2008, il signor Moreno racconta tutti i dettagli. E offre agli utenti un’applicazione informatica che permette a qualsiasi cittadino di ottenere i dati necessari per reclamare un abuso. E in due anni ha aiutato i consumatori iberici a risparmiare circa 500 milioni di euro.
Endesa, la più grande società di energia elettrica in Spagna, lo aveva così trascinato in tribunale, reclamando la chiusura della pagina web e 50 mila euro più Iva per danni “all’onore”, dopo che il pensionato aveva messo in rete un articolo intitolato “Endesa, l’impunità pirata” con una vignetta satirica dove compariva l’edificio della multinazionale con una svettante Jolly Roger. La battaglia del signor Moreno contro le compagnie elettriche non è, in realtà, cosa nuova. Nel 1994 l’ingegnere viene licenziato dalla filiale spagnola del primo fabbricante mondiale di contatori di luce, la Landis & Gyr, per non aver sottoscritto un accordo sotto banco sul prezzo dei contatori. Accusato di tradimento, da allora è diventato il Robin Hood dei consumatori spagnoli. E ogni giorno denuncia le illegalità che le grandi multinazionali escogitano per gonfiare le fatture…

Nessun commento:

Posta un commento