sabato 9 luglio 2011

Terra Madre Balcani

Sono reti locali che si prendono cura della produzione, della trasformazione, dell’educazione e della promozione del cibo di qualità in una visione di sostenibilità e di valorizzazione delle culture e dei saperi dei territori. Sono quindi agricoltori, allevatori, raccoglitori, artigiani del cibo, cuochi o anche semplicemente persone che conoscono e amano la terra dove vivono e lavorano. Ogni rete è una storia a parte. Riunitisi per raccontare queste storie, che ci parlano del piacere e della bellezza di fare le cose per bene, secondo la tradizione e nella speranza che non vadano perdute. E anche della fatica che ne viene, dei pregiudizi da superare, delle difficoltà che s’incontrano, delle ottusità di poteri che amano il profitto personale piuttosto che la loro terra. In contemporanea nel giardino botanico di Sofia è stato organizzato uno spazio espositivo aperto al pubblico dove i rappresentanti delle comunità del cibo hanno offerto in degustazione i loro prodotti. Giornate fitte di incontri e racconti che si concludono con una cena dove si sovrappongono i sapori trentini e quelli locali, la polenta di Spin della comunità del cibo della Valsugana e il formaggio verde di Tcherni vit, la “carne salada” della comunità del cibo dell’Alto Garda con i fagioli della regione di Smilyan... C’era anche l’ambasciatore italiano a Sofia, un po’ disturbato dal fatto che le relazioni fra i territori arrivino là dove la diplomazia degli Stati non sa volare!
da qui

Non si tratta di lentezza nelle riforme, nel concludere la transizione o nel riprendersi dalle pesanti eredità dei conflitti degli anni '90. I Balcani sono "slow" perché si iniziano a valorizzare le produzioni agricole e culinarie locali seguendo la strada segnata da Slow Food. Un nostro dossier alla ricerca dei saperi e dei sapori tradizionali.


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